Cinema Africa verso la chiusura. “Una perdita culturale e sociale”. La legge regionale consente di trovare una soluzione. La capogruppo dei Verdi in Regione Daniela Guerra ha presentato oggi un’interrogazione e lancia un appello al sindaco di Riccione e al collega consigliere regionale del PD Massimo Pironi affinché si trovi una qualche forma di collaborazione tra Comune e proprietà.
Una sala storica per Riccione e per chi ama il cinema di qualità rischia di scomparire. Malgrado il recente rinnovo delle poltrone, un alto gradimento da parte del pubblico e un bilancio che a quanto è dato sapere è pressoché in pareggio, il Cinema Africa spegnerà infatti il proiettore al termine della stagione. Ai due dipendenti sono già state inviate le lettere di licenziamento e al momento sono servite a poco le quasi mille firme raccolte e le testimonianze scritte dai cittadini per chiedere di scongiurare la chiusura.
“Ancora una volta – commenta la capogruppo dei Verdi in Regione Daniela Guerra – stiamo assistendo all’addio a una sala storica della nostra regione, che è anche un addio a un certo modo di intendere il cinema e di vivere le passioni che la settima arte riesce a regalare. Il Cinema Africa è un pezzo della memoria dei riccionesi e dei tanti turisti – prosegue Guerra - e per questo merita di rimanere nel loro presente, ma è anche un luogo dove da anni si offre una programmazione intelligente, non scontata, un cinema a dimensione d’uomo che con l’avvento delle multisale stiamo inesorabilmente perdendo. Per i film di cui consente la distribuzione e la visione, le sale parrocchiali e di comunità sono un’offerta supplementare alle multisale, non una concorrenza. E come tali vanno preservate. Soprattutto in una regione in cui la gente nonostante tutto continua ad andare al cinema (siamo infatti la seconda regione dopo il Lazio come biglietti venduti ogni 100 abitanti)”.
Nel 2006 la Regione Emilia-Romagna approvò una legge (“Disciplina della diffusione dell’esercizio cinematografico”, legge reg. n. 12) che per salvaguardare le piccole sale tra i suoi principi e finalità introdusse il pluralismo e l’equilibrio tra le diverse tipologie di strutture ed attività cinematografiche, riconoscendo il valore sociale e aggregativo oltre che culturale delle sale a schermo singolo. Quella stessa legge prevede che per garantire una adeguata presenza di sale i Comuni possano stipulare convenzioni o introdurre forme di collaborazione con chi le sale le gestisce in modo garantirne il funzionamento. La capogruppo dei Verdi ha quindi presentato oggi una interrogazione regionale con la quale chiede che la Giunta si attivi per coinvolgere il proprietario e il Comune nel cercare forme di collaborazione che consentano di garantire il prosieguo dell’attività cinematografica.
“Al sindaco di Riccione e al collega consigliere regionale Massimo Pironi – propone Guerra - il quale come presidente della Commissione Cultura su quella legge ha lavorato condividendone l’impianto e i principi ispiratori, chiedo quindi uno scarto. Vogliamo continuare a far vivere un certo modo di appassionarsi e godere del cinema? Vogliamo salvare una parte della memoria di Riccione e dei suoi cittadini? Vogliamo impedire che si perda un elemento importante per la cultura, l’aggregazione e la socialità? Se c’è la volontà, la legislazione consente di trovare modi e strumenti adeguati. Incontriamo assieme le parti e cerchiamo di trovare una soluzione a che il Cinema Africa non sia un altro Nuovo Cinema Paradiso. Sulla mia disponibilità è possibile contare fin da ora”.