Campagna pubblicitaria McBus in contrasto con la normativa regionale. La capogruppo dei Verdi ha depositato oggi in Regione una interrogazione per chiedere la revoca della convenzione. Obesità in aumento tra i giovani. Il rischio è di vanificare gli sforzi e i soldi spesi per le iniziative di educazione alimentare. Molti dubbi anche sui vantaggi nella promozione del trasporto pubblico.
Secondo la capogruppo dei Verdi in Regione Daniela Guerra le scelte di marketing fatte dell’Agenzia della mobilità di Forlì-Cesena per pubblicizzare l’abbonamento annuale studenti non solo non servono ad incrementare l’utilizzo del mezzo pubblico, ma rischiano di vanificare gli sforzi e gli investimenti fatti per diffondere tra i ragazzi l’abitudine a una sana e corretta alimentazione e sono in contrasto con la legislazione regionale. Per questa ragione Guerra ha depositato oggi una interrogazione con cui si chiede conto alla Regione della contraddittorietà tra l’iniziativa dell’Atr e le normative regionali e chiede di attivarsi affinché l’Atr revochi la convenzione con McDonald’s.
Secondo l’ultimo Rapporto sul sistema agroalimentare dell’Emilia-Romagna, spiega Guerra, nella nostra regione il 35,7 % della popolazione è in sovrappeso mentre l’11,2 % è obeso, percentuali che negli ultimi anni sono in continuo aumento. Di tale tendenza a preoccupare in modo particolare sono l’obesità infantile e adolescenziale, in primo luogo per gli effetti sulla salute che l’errata alimentazione e la sovralimentazione comportano (diabete, problemi respiratori, articolari, ecc..). Un bambino su 4 in Italia è sovrappeso e le cause riconosciute scientificamente sono da ricercare proprio negli stili di vita dei ragazzi, che combinano sedentarietà ed errata alimentazione in un pericoloso mix.
In questo contesto si sono sviluppate le iniziative che la Regione e gli altri enti locali hanno messo in campo per promuovere comportamenti corretti e salutari. La legge regionale sull’orientamento dei consumi e l’educazione alimentare (L. R. 29/2002), della quale la capogruppo dei Verdi fu proponente, ha tra i suoi principi l’educazione dei ragazzi al consumo di prodotti agroalimentari del territorio, legati alla tradizione regionale e ottenuti con metodi eco-compatibili, l’educazione al consumo consapevole, ed individua nella scuola il luogo deputato a dare concretezza a tali principi.
“Con la campagna McBus – spiega - l’Atr stravolge i principi della legislazione regionale e, cosa ancor più grave, lo fa utilizzando il contesto scolastico per diffondere abitudini e comportamenti fast-food. Veicolare attraverso il trasporto pubblico destinato agli spostamenti degli studenti comportamenti alimentari che contraddicono quelli propri ad una sana alimentazione è un fatto grave e non una neutra operazione commerciale”.
“Nascondersi, come fa ATR, dietro logiche puramente commerciali, e prendere le distanze dalla ‘filosofia McDonald’s’, come si è premurata di fare l’agenzia per la mobilità evidentemente accorgendosi essa stessa del passo falso, non cancella di certo la responsabilità di chi collabora a dare visibilità e a pubblicizzare comportamenti alimentari sbagliati e così facendo rischia di contribuire ad annullare sforzi e investimenti di anni”.
“Tutta da dimostrare – aggiunge Guerra - è poi l’efficacia di tale campagna per fare aumentare il numero degli abbonamenti e quindi dell’utilizzo del bus. Fatichiamo infatti a credere che siano sufficienti dei buoni acquisto a convincere le famiglie a optare per il mezzo pubblico negli spostamenti casa-scuola se non vi sono le condizioni di accessibilità, frequenza delle corse e una adeguata rete di collegamenti e fermate. Su tali caratteristiche che rendono attraente e concorrenziale il trasporto pubblico dovrebbero piuttosto concentrarsi gli sforzi di ATR”.
Il testo dell'interrogazione al link http://www.gruppoverdier.it/upload/attivita/51_interrogazione%20mcbus.pdf