Via libera dell'Assemblea regionale alla variante al Piano paesistico regionale chiesta dalla Provincia di Rimini. Oggi in Consiglio è stata approvata, con il voto contrario dei Verdi e di SD, la delibera approvata dalla Giunta regionale che modifica il Piano territoriale paesistico regionale nelle norme relative alla tutela delle “zone di riqualificazione della costa e dell'arenile” (art. 13). La Giunta pur cassando la richiesta principale avanzata dalla Provincia di Rimini di consentire piena edificabilità nei terreni dell’art. 14, le cosiddette “zone urbanizzate in ambito costiero e ambiti di riqualificazione dell’immagine turistica” (tendenzialmente quelle immediatamente alle spalle della prima strada litoranea) ha accettato di rivedere le norme che prevedeva la delocalizzazione degli edifici costruiti sull’arenile.
Su proposta della Provincia di Rimini, che ha inserito la modifica nel proprio PTCP in via di approvazione, la Regione consente anche di intervenire con opere di ristrutturazione e di accorpamento di più immobili sugli edifici delle cosiddette “aree incongrue”, cioè quella fascia della costa compresa fra la battigia e la prima strada litoranea, ampliando quindi le modalità di intervento consentite sugli edifici.
“Questo significa – dichiara la capogruppo dei Verdi Daniela Guerra – non riconoscere più l’area della battigia come zona “incongrua” nella quale cioè vige il divieto assoluto di edificare a salvaguardia di ciò che rimane dell’ambiente e del paesaggio della nostra costa. Si tratta di un chiaro arretramento culturale ancorché dettato dall’amara constatazione che in tutti questi anni in cui è stato vigente il Piano paesistico non si è riusciti a riqualificare l’arenile attraverso la delocalizzazione dei manufatti edilizi dalla battigia”.
“Questo ci preoccupa enormemente – continua l’esponente del Sole che ride – perché ci risulta che anche nella zona incongrua si sia continuato a costruire (con quali autorizzazioni?) e temiamo che questo primo passo preluda ad un'altra ondata di cementificazione, cancellando ulteriormente le garanzie di tutela”.
“Appellarsi alla diminuzione del fenomeno dell’erosione costiera, come fa la Provincia – conclude Guerra – non tiene nella giusta considerazione che l’erosione è tenuta sotto controllo soltanto con gli interventi di ripascimento e di difesa della costa che comportano un enorme dispendio di risorse pubbliche”.