Presto una direttiva che fissi dei criteri in grado di tutelare i corsi d’acqua della nostra regione dal proliferare delle centrali idroelettriche.
E’ questo il senso della risoluzione presentata dalla capogruppo dei Verdi Daniela Guerra e firmata dagli altri capigruppo di maggioranza.
Dopo avere incontrato in viale Aldo Moro i rappresentanti del neonato Comitato per la difesa dei fiumi dell’Emilia-Romagna, che riunisce i comitati delle province emiliane, da Piacenza a Bologna, è stato preparato un documento congiunto che ha come obiettivo la difesa della naturalità dei corsi d’acqua della regione dalla proliferazione disordinata di impianti e di progetti per la realizzazione di nuove centrali idroelettriche.
“In questi ultimi anni – spiega Guerra - stiamo assistendo ad una incontrollata moltiplicazione di interventi di sfruttamento della riscorsa acqua. Dalla assoluta assenza di un limite alle concessioni di derivazione di acqua pubblica all’imbottigliamento dell’acqua minerale: sullo sfruttamento delle risorse idriche non esiste alcun freno, come se fossero inesauribili”.
Secondo la Direttiva quadro dell’Unione europea sulle acque entro il 2016 tutti i corsi d’acqua dell’Europa dovranno avere raggiunto un livello di qualità delle acque definito buono.
“Eppure - prosegue la capogruppo dei Verdi - abbiamo potuto constatare come la Regione non abbia il quadro complessivo del numero delle derivazioni e delle loro quantità plausibili per asta fluviale. Non conoscendo lo ‘stato dell’arte’ risulta di conseguenza impossibile raggiungere obiettivi come la garanzia del deflusso minimo vitale e il miglioramento della qualità delle acque che sono essenziali per la sopravvivenza dell’ambiente fluviale. L’incentivazione della produzione di energia rinnovabile non può prescindere dal mantenimento delle caratteristiche di naturalità dei corsi d’acqua”.
Per questa ragione la risoluzione approvata chiede alla Giunta di emanare in tempi brevi una direttiva regionale che alla realizzazione di nuove centraline idroelettriche anteponga il mantenimento delle qualità biotiche e morfologiche degli ecosistemi fluviali a valle tanto quanto a monte delle derivazioni. Per fare ciò, la direttiva dovrà prevedere che si preferisca per la collocazione degli impianti strutture già esistenti come mulini, corsi d’acqua artificiali e canali di bonifica. Saranno le Province a dover indicare all’interno dei loro Piani territoriali (PTCP) dimensione e localizzazione degli impianti idroelettrici in modo da mantenere la biodiversità, la naturalità e la fruizione naturalistica e turistica dei corsi d’acqua.
Il testo della risoluzione approvata dall'Assemblea regionale in allegato