Dopo che il Saie ha messo oltremodo in evidenza le carenze strutturali di cui soffre il trasporto pubblico bolognese da e verso la Fiera, in Assemblea regionale la capogruppo dei Verdi in Regione Daniela Guerra ha rivolto sul tema una interrogazione a risposta immediata all’Assessore ai Trasporti Alfredo Peri.
“Sugli autobus che collegano la Stazione ferroviaria alla Fiera abbiamo vissuto situazioni al limite della praticabilità e della sicurezza per i viaggiatori – ha raccontato Guerra -. Condizioni di forte disagio che si ripetono ogniqualvolta la Fiera ospita una qualunque delle tante esposizioni.
“Eppure esiste un collegamento ferroviario, di cui molti cittadini bolognesi non conoscono neppure l’esistenza, che unisce la linea Piacenza-Ancona ad una piccola stazione all’interno del distretto fieristico. Purtroppo tale collegamento viene utilizzato solo in occasione di poche manifestazioni, ad esempio il Cosmoprof e il Motor Show, per le quali vengono organizzati dei treni speciali.”
Malgrado le ripetute richieste fatte in passato, sulle motivazioni che impediscono di rendere fruibile abitualmente tale bretellina con un treno navetta che libererebbe molti degli autobus urbani, prosegue la capogruppo dei Verdi, “l’assessorato non ci ha mai risposto compiutamente. Le ragioni non sono di certo economiche se la Regione è stata capace di destinare 27 milioni di euro al People Mover, cinque chilometri di inutile collegamento con l’aeroporto dove oggi vanno autobus non certo colmi come quelli che portano in Fiera. E non sono nemmeno tecniche, dato che se legate all’Alta Velocità si tratta di motivazioni congiunturali alle quali la questione preesiste.
“Di accordi per il Servizio Ferroviario Metropolitano ne abbiamo viste tante versioni, il primo è del 1997 e parlava di finanziamenti e tempi certi. Eppure del servizio, essenziale per i pendolari e quindi per la parte preponderante di coloro che viaggiano in treno, non c’è neppure l’ombra. L’ultima bella pensata, vale a dire vincolare il Sfm al pedaggio autostradale attraverso il sistema di “road pricing”, è stata bocciata dall’Ue e ha bloccato i finanziamenti.
“Se le ragioni non sono né di natura economica né di tipo tecnico – conclude Guerra - evidentemente la questione è politica. La Regione non ha cioè ritenuto di doversi impegnare a dovere per far sì che il collegamento ferroviario stazione-Fiera da sporadico si trasformi in regolare o comunque funzioni in occasione delle manifestazioni fieristiche. Se ci fosse la volontà, la Regione potrebbe anche far valere la sua presenza all’interno dell’ente Fiera. Evidentemente, dobbiamo concludere che mettere in funzione una infrastruttura che già esiste è meno remunerativo dal punto di vista dell’immagine che costruirne di nuove.”