La Regione Emilia-Romagna è intenzionata ad attivare nuovamente l’istituto del prestito d’onore e a farsi quindi garante dei finanziamenti erogati dagli istituti di credito che vorranno aderire all’iniziativa attraverso convenzione.
A rendere nota la disponibilità dell’istituzione di viale Aldo Moro, come racconta la capogruppo dei Verdi in Regione Daniela Guerra, è stato il vicepresidente e assessore al Bilancio Flavio Delbono.
“Il prestito d’onore – spiega Guerra – rappresenta un’opportunità molto importante. Applicato in passato, ha dato buoni frutti dimostrando di essere lo strumento giusto per quei cittadini che si trovano a dover affrontare un momento di particolare difficoltà economica o di sostenere spese le cui scadenze giungono nel periodo sbagliato. Come il passato dimostra, i casi di mancata restituzione del prestito sono una percentuale quasi irrilevante e i rischi per la Regione sarebbero facilmente sostenibili”.
“Oggi – prosegue la capogruppo dei Verdi – stiamo vivendo un periodo di crisi economica e di crescente emergenza sociale ed economica. In tali condizioni il prestito d’onore diviene un mezzo indispensabile per molte categorie sociali. Penso agli studenti che devono pagare le tasse universitarie, ma anche ai cittadini stranieri che senza un prestito, anche di entità minima, non riescono a tornare in patria piuttosto che ad avviare una piccola attività artigianale. O ancora, a quei lavoratori che si ritrovano disoccupati e per ripartire hanno bisogno di una iniezione di fiducia e di risorse minime, o a quei cittadini che si ritrovano strozzati da un mutuo che si rivela insolubile”.
“Dopo la crisi finanziaria che ha coinvolto pesantemente una parte consistente delle nostre banche – conclude Guerra - l’accesso al credito è divenuto ancora più complicato. Le banche chiedono garanzie che per molte persone e per intere categorie è difficile fornire. Se l’ente regionale si fa garante dei rischi di insolvenza e promuove una convenzione con istituti di credito particolarmente sensibili all’impiego etico degli strumenti finanziari come Banca Etica, di cui tra l’altro la Regione Emilia-Romagna è socio, si riuscirà a dare una risposta anche a tali categorie e persone svantaggiate”.