Per favore non chiamatelo “verde”. Malgrado i toni entusiastici usati dai rappresentanti della PowerCrop nell’illustrare il progetto della centrale a biomasse, secondo la capogruppo dei Verdi in Regione Daniela Guerra i dubbi sull’impianto di Russi rimangono gli stessi.
“Prevedere la produzione di 30 megawatt di energia elettrica non consente di tenere fede al vincolo di filiera corta previsto dal Piano energetico regionale. Avere promesse di contratto per il 50 % del fabbisogno di biomassa in grado di far funzionare l’impianto a pieno regime non dà infatti alcuna garanzia sulla possibilità di reperire il 100 % all’interno di un areale di 70 chilometri. A maggior ragione se, come leggiamo, la PowerCrop afferma che la gran parte delle biomasse dovrà provenire dalla provincia di Ferrara. Su quel territorio insiste già una centrale a biomassa, quella di Bando di Argenta, che per funzionare importa legname fin dal Canada.
Gli impianti sostenibili e ben integrati nel territorio sono quelli che nascono per fornire calore alle abitazioni e alle attività raggiungibili col teleriscaldamento. La produzione di calore di cui parla PowerCrop è residuale e risibile. La verità è che la centrale di PowerCrop nasce per “fare cassa” attraverso la produzione di energia elettrica, operazione possibile grazie ai certificati verdi”.